Daniele Bennati - 83° Giro della Toscana

bennati01E sono 36. Non male il bottino della Liquigas di quest'anno, anche considerando che al Giro della Toscana un corridore come Daniele Bennati ha sommato "appena" la terza vittoria stagionale. Un successo che all'aretino mancava dal 12 marzo (3a tappa della Tirreno-Adriatico in volata su Petacchi a Monsummano Terme, sempre Toscana; la prima la ottenne a metà febbraio in Oman) e che, in questi mesi, ha minato parecchio le convinzioni del forte passista veloce: ad iniziare dallo scellerato finale della Sanremo, Bennati non è stato più lo stesso. Il solito malanno di stagione lo ha costretto a saltare il Giro d'Italia e la mancata preiscrizione da parte del suo team al Tour de France non gli ha permesso di essere al via neanche della Grande Boucle. Si aspettava di essere convocato per Melbourne, Bennati, e non l'ha nascosto a Marco Pastonesi che negli scorsi giorni lo ha intervistato per Gazzetta.it: «Freire, Cavendish, Gilbert e Hushovd mi chiedevano quando sarei partito per l'Australia. Quando rispondevo loro che non sarei stato convocato si sono sorpresi. Bole mi ha addirittura confidato che mi vedeva tra i primi tre». Certo che il 6° posto ad Amburgo e il 5° alla Bernocchi non potevano essere grosse garanzie, così come i quattro piazzamenti tra i primi dieci nelle tappe della Vuelta (col 2° posto di Murcia e il 3° di Burgos come risultati migliori). L'annuncio - sempre nella stessa intervista - del cambio casacca per l'anno prossimo (correrà in Lussemburgo coi fratelli Schleck) sembrava quasi l'annuncio di una stagione finita prima del tempo: il solo obiettivo della Parigi-Tours sembrava non poter reggere il confronto con l'ennesima delusione iridata. E invece Bennati riesce sempre a reagire quando meno ce lo si aspetta: non che il Giro della Toscana, corso la domenica pre-Mondiale e quindi senza tanti possibili protagonisti, tutti nell'altro emisfero, sia una prova del nove o una vittoria particolarmente importante nel palmarès di un corridore che ha vinto tappe al Giro, al Tour e alla Vuelta, però questa seconda affermazione aretina (la prima arrivò nel 2005, anche allora dopo un periodaccio dettato da un'ammonizione che ricevette per negligenza di un medico Lampre dopo un controllo alla Gand-Wevelgem) è quantomeno un segnale importante, di personalità. Molto meglio reagire alle delusioni vincendo, piuttosto che sfogandosi in interviste. Meglio lasciare la propria squadra vincendo, piuttosto che concludere anzitempo una stagione comunque deficitaria (soprattutto in termini di qualità). E così Bennati ha messo alla frusta la sua Liquigas al penultimo giro dei quattro del circuito conclusivo del Giro della Toscana, con la salita di Stoppe d'Arca a rappresentare il terreno ideale per riprendere i fuggitivi di giornata (Caccia, Salerno, Giordani e Chtioui, partiti intorno al km 30 e in grado di raggiungere un vantaggio massimo di 4'50") che, rimasti in tre (Salerno si era staccato a due giri dalla fine), erano stati comunque bravi a mantenere un vantaggio di un minuto abbondante (1'08") sul gruppo tirato da Lampre e Liquigas. Al suono della campana i tre potevano contare su un margine ridotto a 20", e così sono stati ringlobati poco dopo. Il gruppo, già sgranato per via dell'inseguimento, è stato ulteriormente selezionate da un bel lavoro della Vacansoleil, che puntava a stancare il più possibile le ruote veloci presenti per favorire l'acuto finale di Marco Marcato, quest'anno sempre presente negli ordini d'arrivo, ma incredibilmente a secco per quanto riguarda i successi. Sull'ultima salita sono stati in una dozzina ad avvantaggiarsi: Pietropolli, Mori e Ulissi della Lampre, Scarponi e Bertagnolli dell'Androni, Bisolti della Colnago, Bennati e Finetto (poi staccatosi dopo il gran lavoro di gregariato) della Liquigas, Marcato della Vacansoleil, Proni dell'Acqua & Sapone, Sinkewtiz della ISD ed il sorprendente Fairly, statunitense classe '87 che è stato tesserato come stagista in agosto dalla Garmin. Il drappello era troppo ben rappresentato per non arrivare fino in fondo, e nella volata conclusiva Bennati ha avuto buon gioco dell'ancora piazzato Marcato e proprio del giovane Fairly, che si rivela così al professionismo alla seconda gara in maglia Garmin (ieri era giunto 12esimo al Memorial Pantani). Mario Casaldi