Alessandro Ballan - 85° Giro della Toscana

ballanUno dei migliori corridori italiani, l'ex campione del mondo Alessandro Ballan, vincitore della classica conclusa ad Arezzo. Molto pubblico ad assistere alla gara

Un vincitore di prestigio per una classica antica e con un albo d’oro splendido come il Giro di Toscana. Alessandro Ballan, campione del mondo a Varese nel 2008, a segno anche nel Giro delle Fiandre 2007, ha conquistato sul traguardo di via Petrarca ad Arezzo, proprio sotto la sede della nostra redazione, la sfida ben organizzata dal Comitato Sportivo con in testa Rosini, Chianucci e Donati. Ballan ha preceduto allo sprint cinque compagni di fuga, l’emergente colombiano Betancur, Agnoli, lo sloveno Mugerli, il promettente Moser (figlio e nipote d’arte, lo zio è il grande Francesco) e Frapporti. Partenza da Montecatini, condizioni atmosferiche difficili nella prima parte, poi niente pioggia per fortuna nella parte decisiva.


Fuga di 17 corridori, compreso Ballan, da cui all’inizio del circuito finale ad Arezzo da ripetere due volte, attaccavano Santaromita, Frapporti e Mugerli, che cominciavano l’ultima tornata con 40’’ sul gruppo tirato dagli atleti della Farnese che puntavano su Gatto, mentre Pozzato, vincitore sabato a Larciano, si era già ritirato.
All’inizio del secondo assalto al muro di Stoppe d’Arca i cacciatori ormai vicinissimi ai battistrada, cedeva Santaromita, non Mugerli e Frapporti che restavano al vertice con Moser, Ballan, Betancur e Agnoli.
Il sestetto filava via resistendo al ritorno del gruppo. Acuto di Ballan davanti a Betancur e Agnoli.
ORDINE D’ARRIVO: 1) Alessandro Ballan (Bmc) Km 199 in 5h9’51’’ media 38,535; 2) Carlos Betancur (Acqua e Sapone - Colombia); 3) Valerio Agnoli (Liquigas); 4) Matej Mugerli (Adria - Slovenia); 5) Moreno Moser (Liquigas) a 4”; 6) Marco Frapporti (Team Idea) a 9”; 7) Klimov (Rusvelo - Russia) a 18”; 8) D. Caruso (Liquigas); 9) Kump (Adria - Slovenia); 10) Favilli (Farnese).

Fausto Sarrini

 

Era dal 10 agosto 2009 che Alessandro Ballan non assaporava il piacere di salire da solo sul gradino più alto del podio di una corsa: era il Giro di Polonia da lui vinto, a contorno di una stagione tutto sommato deludente, quella con l'iride addosso, che aveva visto proprio nel Polonia l'unica soddisfazione. Passano 2 e anni 9 mesi carichi di delusioni; Ballan nel frattempo è passato alla BMC, dove un talento cristallino come Gilbert lo mette in ombra. Sembra ormai destinato a una conclusione di carriera modesta ma nel 2012 arriva la ripresa, col podio al Fiandre ed alla Roubaix. E adesso il primo successo stagionale, in vista del Giro d'Italia che per la prima volta lo vedrà protagonista, a 33 anni. A fianco di Alessandro Ballan c'è stata un'ottima BMC che ha controllato sin dall'inizio, quando dopo 2 km è partita la fuga che ha caratterizzato la corsa, con Cesaro (Meridiana) e Libner (Amore & Vita). Due uomini che non incutevano gran timore: il pur buon Cesaro è un corridore veloce e non ha avuto grande aiuto dal modesto israeliano, che era già staccato dopo 90 km sulla salita di Poggio alla Croce. Phinney, che spera tra una settimana di indossare la prima maglia rosa, lavora in testa al gruppo, conscio che è la giornata di Ballan. A facilitare le cose al corridore trevigiano l'assenza di Domenico Pozzovivo, non partito, ed il ritiro di Filippo Pozzato al rifornimento. Cesaro viene puntualmente ripreso e comincia la corsa vera, col circuito di Stoppe d'Arca da ripetere 2 volte. Al primo passaggio si avvantaggiano Mugerli (Adria Mobil), Frapporti (Team Idea) e Santaromita (BMC), i quali guadagnano 30" sul gruppo trainato dai Farnese nonostante il ritiro del capitano. Al secondo passaggio il trio sta praticamente per essere ripreso, ma Mugerli pensa bene di allungare sugli ormai stanchi compagni di fuga, che avevan tirato di più. Nello stesso momento dal gruppo parte una violenta azione di Betancour (Acqua & Sapone), il quale non riesce a fare il vuoto ma porta via alla sua ruota Moser (Liquigas) e Ballan, lesti a cogliere l'occasione. Frapporti riesce ad accodarsi e così Agnoli che scollina con pochi metri di distanza dagli attaccanti, mentre Santaromita non ce la fa e deve arrendersi alle gambe in croce. I cinque in poco tempo riescono a riprendere Mugerli e cominciano a darsi cambi di buona lena, mentre gli inseguitori dietro faticano ad organizzarsi: sono in sette e sono vicini, ma sono male assortiti, con 2 Liquigas che ovviamente non danno cambi. Avviene così un grande ricompattamento generale di 40 unità, che permette ai fuggitivi di prendere il vantaggio necessario per giungere al traguardo. La collaborazione termina all'ultimo chilometro, quando la Liquigas decide di giocarsi la maggioranza numerica. Moser tenta quello che ormai sta diventando il suo marchio di fabbrica, ovvero la sparata all'ultimo chilometro, ma non riesce a fare il vuoto come al Laigueglia. Molta più paura fa Mugerli, che alla Liquigas ci ha corso in passato per ben 4 anni, il quale parte con una sparata di quelle che fan male ai 500 dall'arrivo. È Agnoli ad andare a chiudere, buttando alle ortiche la corsa (Moser ormai ha dato tutto), mentre Ballan, con l'esperienza che lo distingue, è in terza posizione pronto a sgusciar via. L'unico ostacolo alla vittoria finale è la resistenza di Betancour che alla fine chiude secondo, per la terza volta in 2 settimane, rinviando così ulteriormente il primo brindisi al successo per lui e per tutta l'Acqua & Sapone, che già ieri ci è andata vicino con Taborre. Agnoli chiude terzo e contento: a suo dire, contro questo Ballan il primo posto era già assegnato. Arrivan poi alla spicciolata Mugerli, Moser e un esaurito Frapporti, mentre anticipa il gruppo a 18", per piazzarsi al settimo posto, Sergei Klimov (Rusvelo). Indicazioni pre-giro dalla due giorni toscana? Pozzato e Ballan sembrano essere in una stagione d'oro e questo ci fa ben sperare, oltre che per vedere un po' di spettacolo al Giro, in vista delle Olimpiadi. A Londra al 90% non arriverà un uomo da solo, visto il percorso, e se si dovesse arrivare in volata non abbiamo un uomo abbastanza veloce su cui poter fare completo affidamento. L'alternativa è dunque far corsa dura per arrivare con un gruppo piccolo e giocarsela, e i nostri sembrano proprio gli uomini adatti per far questo. Sul fronte nuove leve, raramente abbiam visto corridori adattarsi così rapidamente al professionismo come Moser: la classe di famiglia non mente e oggi ce ne ha dato un'ulteriore dimostrazione. Sarà un peccato invece non vedere al Giro Betancur, destinato a palcoscenici più importanti di un Giro di Toscana.

Nicola Stufano