Ciclo museo Gino Bartali

bartalill detto nessuno è profeta in patria non si addiceva certo a Gino Bartali. Lui profeta in patria lo è stato, eccome. Tra le tante imprese di uno dei più grandi della storia del ciclismo, anche i cinque trionfi al Giro di Toscana, che peraltro in quegli anni tra il ‘40 e il ‘50, aveva una grande importanza. Ci teneva nella sua terra a vincere e collezionò un pokerissimo (1939-1940,1948-1950-1953). Quattordici anni di distanza tra il primo e il quinto, a testimoniare la lunghissima splendida carriera di Gino. Quello del 1953 peraltro è stato il suo ultimo acuto. E’ lui, ancora oggi, il plurivittorioso della classica. L’unico ad avvicinarlo ma non a raggiungerlo è stato Francesco Moser con quattro.

I Giri di Toscana di Bartali erano lunghi 300 chilometri, duravano più di otto-nove ore, e su che strade e con quali mezzi. Solo nel 1953 i Km si limitavano, si fa per dire ovviamente, a 245. Nel ‘39 e nel ‘40 Gino superò Vicini, quotato corridore dell’epoca, nel ‘48 inflisse quasi quattro minuti ai più immediati inseguitori capeggiati dai fratelli Maggini, Magni e Coppi, nel 1950 battè Volpi in volata e nel 1953, alle soglie dei 39 anni giunse da solo tra l’entusiasmo della gente, centrando l’ultimo acuto della carriera.

Quest’anno il Giro di Toscana parte dal museo Bartali a Ponte a Ema, giusto, suggestivo riconoscimento a un grande campione, peraltro a dieci anni dalla scomparsa. Tre giri a Firenze, poi la corsa attraverserà il Chianti, il Valdarno e si concluderà ad Arezzo. E chissa che da lassù Gino non guardi la "sua" corsa.    

Fausto Sarrini

 
 
 
 

Il Museo del Ciclismo “GINO BARTALI” è lieto di collaborare con gli organizzatori del “Giro della Toscana Professionisti” onorando la memoria di Gino Bartali e l’amico Franco Ballerini. Per Gino il “Giro della Toscana del 1953” è stata l’ultima corsa da lui vinta nella sua lunga carriera. Lieti di essere presenti ad una manifestazione bella e importante per il mondo del ciclismo, mettendo a disposizione il Museo, per rivivere la storia.

 

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