ll 5 ottobre 1924 è senza dubbio una data importante e significativa per il ciclismo italiano. Nasce a Malva, nel comune di Terranuova Bracciolini, in provincia di Arezzo, Franco Mealli. Non diventa un campione del ciclismo pedalato ma è senza dubbio un campione di passione e di competenza nella sua attività di organizzatore e promotore del ciclismo, in tutti i suoi aspetti.
Interpreta una tradizione di famiglia iniziata dallo zio, Adalino Mealli, corridore ai tempi di Bartali e che ha visto e vede esprimersi vari Mealli. Il fratello Bruno, ottimo corridore, campione italiano dei professionisti su strada, vincitore di classiche e maglia rosa al Giro d'Italia, l'altro fratello Marcello, già tricolore nella categoria allievi e tuttora dinamico direttore sportivo ed organizzatore, il nipote Ercole, buon corridore con una partecipazione al Giro d'Italia alla metà degli anni '80, ora direttore di corsa che collabora attivamente nello staff organizzativo di RCS Sport.
Vasco Morandi (1923-2010)

60 anni di buona amministrazione alla UNOAERRE e alla CHIMET
Grazie ai successi conseguiti dalla Chimet, nel 2011, per iniziativa di Sergio Squarcialupi, si concretizza il salvataggio e il rilancio della Unoaerre, alla quale Vasco Morandi ha dedicato tanta parte della propria vita professionale.
Tutti ne ricordano l'eserimpio di laboriosità e fedeltà ai valori aziendali nei 60 anni di attività al vertice delle società amministrate.
84° Giro della Toscana - i 90 anni di ALFREDO
Ogni anno, il Giro della Toscana annuncia e propone soluzioni innovative quanto mai interessanti, sia sotto il profilo della scelta del percorso che sotto l'aspetto della partecipazione di taluni grossi nomi del ciclismo italiano. Quest'anno, in verità, questa corsa raccoglie e sviluppa in maniera ancor più marcata la felice sintesi del messaggio eterno dello sport: ciclismo e mito; ciclismo e storia; ciclismo e cultura... Basterebbe questo aspetto per affermare che l'edizione 2011 del Giro della Toscana individua perfettamente una sua nobile linea logica, andando a celebrare uomini e vicende, luoghi e situazioni che hanno in buona sostanza scritto le pagine più belle di una splendida epopea... Come altrimenti spiegare l'omaggio doveroso e allo stesso tempo coerente ad Alfredo Martini che il Comitato Organizzatore ha inteso proporre nella elaborazione della corsa di quest'anno? Occorre dire che il ciclismo, antica disciplina, si alimenta da sempre di leggende e di miti. La sua stessa natura di sport duro e completo come pochi altri rimanda spesso alla esaltazione della fatica e alla sublimazione del dolore, in un connubio sorprendentemente efficace con la consapevolezza di sé.
La storia personale e sportiva di Alfredo Martini trova molti elementi di appartenenza a questo percorso ricco di umanità prima ancora che di affermazioni. Martini, che è cittadino onorario di questa terra, ritrova dunque ad Arezzo il calore e l'affetto della gente che ama il ciclismo, uniti ad una riconoscenza non di maniera ma vera e condivisa.
Noi che da sempre amiamo questo sport e crediamo che la sua vera bellezza stia nella sua straordinaria capacità di raccontare storie e personaggi di grande spessore umano prima ancora che agonistico, abbiamo una segreta speranza: trovare nella corsa dedicata ad Alfredo Martini per i suoi splendidi 90 anni nuovi sogni e nuove figure con cui alimentare la nostra passione...
Roberto Vasai - Presidente Provincia di Arezzo

Il Museo del Ciclismo “GINO BARTALI” è lieto di collaborare con gli organizzatori del “Giro della Toscana Professionisti” onorando la memoria di Gino Bartali e l’amico Franco Ballerini. Per Gino il “Giro della Toscana del 1953” è stata l’ultima corsa da lui vinta nella sua lunga carriera. Lieti di essere presenti ad una manifestazione bella e importante per il mondo del ciclismo, mettendo a disposizione il Museo, per rivivere la storia.




























ll detto nessuno è profeta in patria non si addiceva certo a Gino Bartali. Lui profeta in patria lo è stato, eccome. Tra le tante imprese di uno dei più grandi della storia del ciclismo, anche i cinque trionfi al Giro di Toscana, che peraltro in quegli anni tra il ‘40 e il ‘50, aveva una grande importanza. Ci teneva nella sua terra a vincere e collezionò un pokerissimo (1939-1940,1948-1950-1953). Quattordici anni di distanza tra il primo e il quinto, a testimoniare la lunghissima splendida carriera di Gino. Quello del 1953 peraltro è stato il suo ultimo acuto. E’ lui, ancora oggi, il plurivittorioso della classica. L’unico ad avvicinarlo ma non a raggiungerlo è stato Francesco Moser con quattro.

